Riforma dello Statuto del lavoratori autonomi: le novità per le Partite Iva

Recentemente, il Senato della Repubblica ha approvato il cosiddetto Jobs Act degli autonomi o Statuto dei lavoratori autonomi. Si tratta di una legge che si pone, da una parte, l’obiettivo di offrire maggiori tutele ai lavoratori autonomi e, dall’altra, modalità più flessibili di usufruire di prestazioni di lavoro autonomo. Vediamo le principali novità.

Le novità del Jobs Act degli autonomi

Clausole di modifiche unilaterali delle condizioni di contratto e pagamenti

D’ora in avanti le clausole che consentono al committente di modificare in maniera unilaterale le condizioni di contratto saranno prive di alcun effetto. Ciò varrà anche in caso di prestazione di lavoro continuativa, qualora il committente intenda rescindere senza un congruo preavviso. La legge, inoltre, prevede delle tutele rispetto al pagamento della prestazione di lavoro. Sono da considerarsi nulle, in tal senso, tutte le clausole che consentono al committente di liquidare in tempi superiori a 60 giorni. Al contrario, se il contratto non prevede diversamente, il committente è obbligato a liquidare entro 30 giorni dall’emissione della fattura.

Congedo parentale: maternità e malattia

Congedo parentale per lavoratori autonomi

Un’altra delle novità introdotte dallo Statuto riguarda il congedo parentale. Dal 1° gennaio 2017, infatti, le lavoratrici e i lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata dell’Inps avranno diritto a un congedo parentale pari a sei mesi entro i primi tre anni di vita del bambino. Durante questo periodo, non scatta l’astensione obbligatoria, ma anzi si percepirà un’indennità pur continuando a lavorare.

In caso di gravidanza, così come per malattia e infortunio, i lavoratori che svolgono attività lavorativa continuativa, inoltre, possono chiedere la sospensione della prestazione, senza diritto al corrispettivo per un periodo massimo di 150 giorni.

Deducibilità delle spese per formazione e aggiornamento professionale

Anche in materia di formazione e aggiornamento professionale, lo Statuto dei lavoratori autonomi ha introdotto alcune novità degne di rilievo. La legge, infatti, prevede la totale deducibilità, entro i 10 mila euro annui, per le spese di formazione: master, corsi di formazione o di aggiornamento professionale, convegni e congressi, comprese le spese di viaggio e soggiorno.

Allo stesso tempo sono integralmente deducibili, fino a 5 mila euro l’anno, eventuali spese sostenute per servizi di certificazione delle competenze, orientamento, ricerca e sostegno all’auto-imprenditorialità. Anche gli oneri dovuti a garanzie contro il mancato pagamento delle prestazioni di lavoro autonomo sono integralmente deducibili.

Estensione dell’indennità di disoccupazione per lavoratori co.co.co.

Dal 1° luglio 2017, una grande novità sarà introdotta per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co). Si tratta della stabilizzazione ed estensione dell’indennità di disoccupazione, cioè la cosiddetta dis-coll. A beneficiarne, in particolare, saranno gli assegnisti e i dottorandi di ricerca con borsa di studio.

Adeguamento dei centri per l’impiego e impegno del governo

Di fronte al diffondersi del lavoro autonomo, anche i Centri per l’impiego dovranno adeguarsi. La legge, infatti ha stabilito che questi dovranno dotarsi di uno sportello appositamente dedicato al lavoro autonomo. Non solo, perché anche il Governo dovrà impegnarsi nell’impiego dei lavoratori autonomi. Al Governo, infatti, spetterà il compito di individuare quali funzioni della Pubblica amministrazione è possibile affidare agli esponenti delle diverse categorie di lavoratori autonomi.

Cosa succederà con lo Statuto dei lavoratori degli autonomi

L’introduzione dello Statuto dei lavoratori autonomi si traduce in un solo modo: il mondo del lavoro evolve verso forme più agili di impiego. I numeri delle Partita Iva crescono costantemente e ciò richiede giocoforza l’adeguamento degli impianti normativi. Questa, tuttavia, è solo una faccia della medaglia. D’altro canto, se il legislatore è chiamato a normare forme di lavoro nuove, i lavoratori devono adattarsi a un mercato che prevede sempre meno forme stabili di assunzione. Che cosa significa? Il lavoratore, se non vuole restare tagliato fuori da questo mercato, deve adattarsi e diventare a sua volta agile, smart. I processi devono essere semplificati, per rendere più semplice lo svolgimento della prestazione. La burocrazia, in questo senso, è uno degli aspetti che più pesa sulle spalle dei lavoratori autonomi. Per questo, un software di fatturazione professionisti può alleggerire notevolmente il lavoro di produzione e conservazione dei documenti fiscali.

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