Rischio aziendale: definizione e valutazione dei rischi aziendali

Il rischio aziendale è un tema di cui si parla molto poco, ma che invece è fondamentale per chi si candida alla guida di un’azienda. Gli imprevisti, in qualsiasi attività imprenditoriale, sono sempre dietro l’angolo e imparare una corretta gestione dei rischi aziendali è fondamentale per non rischiare di farsi cogliere impreparati. In questo articolo, dunque, analizzeremo cosa si intende per rischi aziendali e come si procede nella valutazione dei rischi aziendali.

Rischi aziendali: cosa sono e come si valutano

Per poter procedere nella corretta valutazione del rischio aziendale, il primo passo riguarda proprio la definizione del rischio, che, come vedremo non è banale. Solamente dopo aver definito questi, affronteremo la valutazione del rischio aziendale.

Che cosa sono i rischi aziendali

A primo impatto, quando si affronta il tema del rischio aziendale sembra semplice trovarne una definizione. La maggior parte degli imprenditori, infatti, in questa espressione racchiude tutto ciò che un’azienda dovrebbe evitare affinché vada sempre tutto bene. Questa definizione semplicistica, però, nasconde un errore comune: quello di credere che facendo tutto secondo delle regole, non si corra mai alcun rischio. Evidentemente non è così, visto che nelle dinamiche della gestione aziendale subentrano decine di fattori, molti dei quali esterni all’azienda stessa. Dunque, che cosa sono i rischi aziendali?

Le definizioni sono molteplici e, volendo racchiuderle tutte in un’unica definizione, potremmo dire che:

Il rischio aziendale è l’insieme dei possibili effetti negativi, nonché di quelli potenzialmente positivi, che si verificano a causa di un evento inaspettato di natura economica, finanziaria, patrimoniale o di immagine.

Già questa prima definizione consente di stabilire una differenza fondamentale rispetto alla definizione semplicistica di un imprenditore non formato: il rischio aziendale non contempla solo gli effetti negativi, ma anche quelli positivi.

Un altro aspetto interessante riguarda le tipologie di rischio: questi possono essere esterni oppure interni all’azienda. Essenzialmente, possiamo definire questi rischi aziendali:

  • rischio aziendale strategico: riguarda, evidentemente, le strategie dell’azienda e il loro raggiungimento; questo tipo di rischio, per esempio, deve essere contemplato nelle strategie aziendali, così studiare in anticipo eventuali strategie di azione;
  • rischio aziendale operativo: è una tipologia di rischio legata all’attività dell’impresa e può riguardare l’efficienza dei processi aziendali, i prezzi dei prodotti o i costi di produzione;
  • rischio aziendale finanziario: a questa categoria di rischio aziendale appartengono quei rischi legati al prezzo di strumenti negoziati sui mercati finanziari, come, per esempio, i tassi di interesse o i tassi di cambi legati a transazioni commerciali.

A questi rischi aziendali, poi, è possibile aggiungerne altri, come i rischi di immagine, i rischi informativi e così via. Capiti cosa sono i rischi aziendali, adesso è il momento di capire come analizzarli.

Valutazione dei rischi aziendali

Un capitolo a parte, infatti, riguarda il tema della valutazione dei rischi aziendali. Per attivare una corretta gestione dei rischi aziendali, infatti, è necessario prima di tutto individuare quali sono i rischi. Le tecniche a riguardo sono numerose, ma tutte hanno lo stesso obiettivo: individuare i fattori esterni e quelli interni che potrebbe incidere in qualche modo sull’azienda. Questa ricerca, chiaramente, ha un costo in termini economici, di tempo e di lavoro sull’azienda. Alla fine, però, consente di tracciare un profilo di rischio aziendale.

Il lavoro di analisi del rischio aziendale, però, non può essere ancora considerato concluso. La semplice individuazione del rischio, infatti, non consente di stabilire correttamente una strategia di risposta ad esso. Prima, infatti, è necessario rintracciare gli effetti che ciascun rischio può avere sull’azienda. L’analisi, in questo caso, può essere qualitativa, quantitativa oppure semiquantitativa. Per esempio, nell’ambito del rischio aziendale finanziario sarà più semplice costruire analisi del rischio di natura quantitativa. Nell’ambito del rischio aziendale di immagine, invece, saranno più indicate analisi di natura qualitativa.

Giunti a questo punto, è possibile costruire quella che in gergo tecnico si chiama Matrice probabilità-impatto. Da un lato, abbiamo la probabilità che un certo evento si verifichi (quasi certo, probabile, moderato, improbabile, raro) e dall’altro l’impatto che esso può avere sull’azienda (basso, moderato, alto, estremo). Ovviamente, esistono altri sistemi di analisi, come la Matrice probabilità-impatto con punteggi lineari che attribuisce alla probabilità di un evento e all’impatto sull’azienda un punteggio compreso in una scala da 10 a 50. Il rischio, ovviamente, è il prodotto dei due valori.

Più l’analisi sarà precisa, approfondita e realistica, più sarà facile prepararsi alla fase successiva: la gestione del rischio. Ovviamente, ciò deve equilibrarsi con l’economicità dell’analisi stessa: un’analisi estremamente costosa, che individui tutti i rischi e le sue conseguenze, ovviamente, potrebbe rivelarsi meno conveniente del rischio stesso. Pertanto, è necessario trovare un giusto equilibrio.

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