Come aprire partita IVA 2019: la guida completa per i professionisti

Quando si inizia un’attività, che comporta un reddito superiore ai 5.000 euro, è necessario aprire la partita IVA. Le novità del 2019 in ambito fiscale hanno comportato dei cambiamenti anche sul fronte della partita IVA. La partita I.V.A., dal punto di vista pratico, è una sequenza di numeri unica. Con essa è possibile identificare in maniera univoca il soggetto che esercita un’attività autonoma. In altre parole, l’apertura partita IVA spetta ai lavoratori autonomi, con un reddito complessivo superiore ai 5.000 euro annui. Per aprire partita IVA esistono diverse strade. Inoltre, non esiste una sola tipologia di partita I.V.A. Proviamo, quindi, a fare un po’ di chiarezza in questo intricato settore.

Come aprire una partita IVA: chi, quando e quanto costa

Su come aprire una partita IVA sono state scritte mille guide. Tuttavia, ribadire chi può aprirla, quando aprirla e quanto costa l’apertura risulta ancora più utile, in un momento in cui il lavoro dipendente è sempre più scarso e il lavoro autonomo un’alternativa da prendere in considerazione. Analizziamo punto per punto le questioni sollevate, per capire come aprire partita iva. Se i dubbi sono troppi o il tempo a disposizione troppo poco, può essere utile rivolgersi ad un professionista. Un commercialista, oltre a procedere con l’apertura partita IVA, si rivelerà anche un ottimo consulente per il futuro.

Chi può aprire una partita IVA

In teoria, tutti possono aprire una partita IVA. Per questo sarebbe meglio chiedere quando conviene aprire la partita IVA. Battute a parte, oltre gli enti non commerciali, per eventuali operazioni commerciali, e gli enti pubblici, restano tutti i lavoratori autonomi e le imprese. Vale a dire, chiunque svolga un’attività economica o professionale autonoma, che comporta un reddito superiore a 5.000 euro. In questo caso, al fine adempiere agli obblighi fiscali, il titolare della partita IVA dovrà obbligatoriamente emettere fattura e pagare i contributi previsti da fisco e previdenza sociale.

Quanto costa aprire partita IVA

Altro tema di particolare interesse, che bisogna tenere a mente quando si inizia un’attività commerciale, è quanto costa aprire partita IVA. I costi apertura partita IVA, infatti, devono essere inserite fra le uscite del primo anno di attività, che ovviamente andranno a incidere negativamente sul bilancio.

In questo senso, nel 2019, l’apertura della partita IVA si differenzia a seconda che si tratti di un libero professionista o di una ditta individuale. Nel primo caso, è necessario compilare il modulo AA9 da presentare all’Agenzia delle Entrate, o in via telematica o con raccomandata A/R. Nel secondo caso, invece, sarà necessaria una Comunicazione unica del Registro delle Imprese, che può essere eseguita attraverso il software gratuito del Registro delle Imprese, ComUnica Impresa.

Quale regime fiscale scegliere

Al momento dell’iscrizione occorre decidere anche a quale regime fiscale si sceglie di aderire. Attraverso il modello AA9/12, in caso di persone fisiche, o il modello AA7/10, in caso di altri soggetti, si comunicherà la propria scelta di aderire al regime ordinario o al nuovo regime forfettario, che rappresenta una forma di agevolazione che lo Stato garantisce ai liberi professionisti. Chiaramente, i due regimi fiscali hanno costi di gestione e requisiti differenti, che devono essere attentamente valutati prima di procedere alla scelta.

Scelta del codice ATECO

Al momento dell’apertura della partita IVA, fra le altre cose, è obbligatorio scegliere il codice ATECO relativo alla tipologia di attività professionale che si intende svolgere. Questa scelta non è vincolante, in quanto potrà essere sempre cambiata nel tempo. A questo scopo, si può fare riferimento alla classificazione delle attività economiche ATECO dell’Istat o al servizio di ricerca codice ATECO di Infocamere. Inserendo i termini di ricerca relativi alla propria attività professionale, sarà restituito il codice corrispondente.

Gestione partita IVA: come sopravvivere al lavoro autonomo

La gestione della partita IVA è l’essenza del lavoratore autonomo. La correttezza delle fatture emesse, la contabilità sempre in perfetto ordine e il costante aggiornamento sulle ultime normative rappresentano alcune delle sfide più difficili per il popolo delle partite IVA. Un aiuto, come già detto, almeno per quanto riguarda gli aggiornamenti legislativi, può arrivare dal proprio commercialista di fiducia. Per quanto riguarda la corretta emissione delle fatture, invece, si può pensare all’adozione di un software di fatturazione. In questo modo, specialmente per chi è alle prime armi, non si incorrerà in errori più o meno gravi.

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