Mamma con Partita IVA: si può diventare madre da libera professionista?

Al giorno d’oggi costruire una famiglia può essere molto difficile. Ancor di più per una libera professionista. Per questo, nel mondo delle Partite IVA sono numerosissime le libere professioniste che procrastinano o, addirittura rinunciano, ad avere figli per non rischiare di perdere il lavoro a cui si è dedicato tanto tempo e impegno. Una mamma con Partita I.V.A., spesso, si ritrova a dover fronteggiare le difficoltà intrinseche di una gravidanza, con gli impegni tipici del libero professionismo. Un mix letale per molte, che rinunciano ancor prima di tentare. Eppure, sono altrettanto numerose le professioniste che, pur fra mille difficoltà, riescono a gestire contemporaneamente una gravidanza e la propria attività professionale.

Mamma con Partita IVA: cinque consigli per sopravvivere alla gravidanza

Prima di entrare nel vivo dei consigli, è necessario rispondere a una domanda fondamentale: una mamma con Partita IVA può superare le difficoltà della gravidanza? La risposta, chiaramente, è sì. Tuttavia, una libera professionista che vuole proseguire la propria attività professionale e, contestualmente, portare avanti una gravidanza, dovrà essere ben organizzata. Del resto, nel variegato mondo dei sindacati, non mancano le sezioni dedicate ai possessori di Partita IVA. Grazie a queste, è possibile conoscere meglio i propri diritti, per farli valere nel lavoro di tutti i giorni. Stabilito ciò, adesso entriamo nel merito dei consigli per mamme con Partita IVA.

Siamo umani, consolidiamo i rapporti

In generale sempre, ma in particolar modo durante i nove mesi che precedono il parto, è fondamentale per la libera professionista consolidare i rapporti fiduciari con il committente. Legami più forti con i committenti equivale ad una maggiore fiducia nella professionista. Dopo il parto, comunque, è bene non sparire: la presenza tranquillizza il committente e, allo stesso tempo, consente di non perdere di vista i trend della libera professione.

Stabiliamo orari e spazi per il lavoro

Quando si esercita la libera professione si corre il rischio di lavorare sempre. Dunque, le libere professioniste dovranno ritagliarsi orari precisi, che rispettino le esigenze del bambino. Questi non potranno mai essere eccessivamente rigidi, ma, anzi, dovranno adattarsi a mano a mano che il piccolo crescerà. Allo stesso tempo, è importante rispettare gli spazi: l’ufficio per il lavoro e la casa per la famiglia. L’errore peggiore che una professionista possa commettere è di portare il lavoro a casa e la famiglia sul posto del lavoro.

Cerchiamo le priorità fra famiglia e lavoro

madre libera professionista

I liberi professionisti, in generale, hanno sempre troppe cose da fare. Immaginarsi poi, nel caso di una professionista che si trova ad affrontare anche una gravidanza. Per questa ragione è necessario stabilire le proprie priorità, tenendo presente anche le raccomandazioni dei punti precedenti. Soprattutto nelle fasi immediatamente successive al parto, il bimbo avrà maggiori necessità. La libera professionista, quindi, darà priorità maggiore alle esigenze del piccolo. A mano a mano che il bambino crescerà, poi, avrà maggiore tempo da dedicare al lavoro e le priorità potranno spostarsi gradualmente sul lavoro, sino a farlo diventare – in certe occasioni – anche una priorità.

Valutare sbocchi professionali più vicini alle esigenze familiari

Praticare una professione libera, molto spesso, significa adattarsi ai tempi. L’occupazione un tempo remunerativa, può non esserlo più. In questi casi, il libero professionista è tenuto ad adattarsi, in base alle proprie competenze. Ciò vale anche per le professioniste in dolce attesa. Con la gravidanza, infatti, si potrebbe essere costretti a rinunciare a un’occupazione, ma allo stesso si potrebbero tentare nuove strade, che lasciano maggiori spazi per seguire il piccolo secondo le sue esigenze.

Cerchiamo e offriamo aiuto: la forza della rete

mamme con partita iva

Diventare madri, a prescindere dell’attività professionale, significa affrontare un periodo molto particolare della propria vita. A maggior ragione per una mamma con Partita IVA. Per questo non bisogna aver paura di cercare la collaborazione con altre madri, già durante le prime fasi della gravidanza. Col tempo, potremmo costruire una rete che potrebbero aiutarci (e che potremmo aiutare) quando l’attività professionale non ci consente di assolvere ai compiti di madre. Allo stesso modo, una madre con Partita IVA non deve aver paura di usufruire i servizi che la città mette a disposizione: per esempio i co-working con disponibilità di nido per i più piccoli.

 

I cinque consigli qui riportati sono ispirati da Valentina Simeoni, autrice del libro Mamme con la Partita IVa. Come vivere allegramente la maternità quando tutto è contro. Nel suo libro, la ricercatrice universitaria ha raccolto alcune testimonianze di madri che sono riuscite ad affrontare la gravidanza e, allo stesso tempo, il peso di una Partita IVA.

Mamme con Partita IVA: i consigli di Geniosoft

A questi consigli, ci sentiamo di aggiungerne un altro. Quasi tutti i liberi professionisti sono costretti, prima o poi, a fare i conti con la propria contabilità. Un aspetto che, già normalmente, può sottrarre molto tempo. Poiché il tempo, specialmente per una mamma con Partita IVA, è troppo poco, risulta fondamentale ottimizzarlo al meglio. Dunque, quando possibile, è bene servirsi di tutti gli strumenti disponibili, che consentono di far risparmiare tempo. In questo senso, un software di fatturazione può essere una soluzione efficace ed economica per gestire in poco tempo tutta la propria contabilità. Il tempo risparmiato, potrà essere impiegato per la famiglia o per l’attività professionale.

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