Che cosa prevede il Decreto Cura Italia per le imprese?

È diventato ufficiale il cosiddetto Decreto Cura Italia, una serie di misure adottate dal Consiglio dei Ministri per aiutare le famiglie e le imprese a superare la fase emergenziale. In questo articolo, in particolare, ci concentreremo sugli aiuti per le imprese previsti dal decreto.

Decreto Cura Italia: che cos’è e che cosa prevede

Con il Decreto Cura Italia, annunciato al termine del Consiglio dei Ministri dello scorso 16 marzo, il Governo italiano ha messo in campo una serie di misure economiche a sostegno della sanità in primo luogo, ma anche delle famiglie e delle imprese italiane che patiscono gli effetti della quarantena. Si tratta, chiaramente, di misure che hanno effetti in ambito fiscale, ma anche dal punto di vista degli ammortizzatori sociali. Una manovra che, secondo gli esperti, arriva a contare un investimento pari a circa 25 miliardi di euro. Vediamo, quindi, quali sono gli aiuti del cosiddetto #CuraItalia.

Cura Italia: cosa prevede il decreto sotto il versante del fisco

Numerose sono le misure introdotte dal decreto per quanto riguarda il fisco. In particolare, con Cura Italia tutti i versamenti verso le Pubbliche Amministrazioni, la cui scadenza era prevista per il 16 marzo 2020, sono stati rinviati al 20 marzo 2020. Inoltre, per le imprese e i professionisti con ricavi inferiori a 2 milioni di euro sono stati rinviati al 31 maggio i versamenti di cassa per il saldo delle ritenute, l’iva annuale, mensile e i contributi previdenziali e Inail. Questi potranno essere pagati in un’unica soluzione, oppure rateizzati fino ad un massimo di cinque tranche.

Con il Decreto Cura Italia, inoltre, sono state previste misure anche per i settori più colpiti. Così, per il settore turistico-alberghiero, termale, del trasporto passeggeri, della ristorazione e dei bar, della cultura (cinema e teatri), dello sport, dell’istruzione, dei parchi divertimento, degli eventi (fiere e convegni), delle sale giochi e dei centri scommesse sono sospesi, senza limiti di fatturato, i versamenti delle ritenute d’acconto dei contributi previdenziali e assistenziali; dei premi per le assicurazioni obbligatorie nei mesi di marzo e aprile; dei versamenti iva relativi al mese di marzo fino al 31 maggio. Anche in questo caso, si potrà scegliere fra soluzioni di pagamento uniche o dilazionamenti fino a un massimo di cinque rate.

L’indennità per gli autonomi prevista dal #CuraItalia

Il Decreto Cura Italia, inoltre, prevede anche un contributo economico per i lavoratori autonomi. Per loro, come per le partite IVA, i co.co.co, i lavoratori agricoli, gli stagionali del settore turistico e termale, e i lavoratori non dipendenti del settore dello spettacolo è prevista un’indennità di 600 euro per il mese di marzo. Ad essa, qualora dovesse prolungarsi la quarantena, potrebbe aggiungersi un’ulteriore indennità per il mese di aprile. Nel #CuraItalia, comunque, non si fa riferimento ad esso.

L’indennità, comunque, sarà erogata dall’INPS, ma per le modalità si dovrà ancora attendere qualche giorno. Non sono esclusi da questa misura, comunque, i lavoratori autonomi iscritti a casse previdenziali differenti dall’INPS. È il caso, per esempio, degli ingegneri, dei commercialisti o degli architetti, che dovranno fare riferimento ai propri istituti di previdenza. Saranno questi, infatti, a decidere se erogare un’indennità e, nel caso, la sua entità.

Gli aiuti del Cura Italia per i negozianti

All’interno del decreto, fra le altre cose, è stato previsto anche un credito d’imposta – fino all’esaurimento della misura, pari a 50 milioni di euro – per il 60% del canone di locazione di negozi e botteghe, relativo al mese di marzo 2020. Infatti, questo sarà riconosciuto solamente per gli immobili che fanno parte della categoria catastale C/1 e solamente in favore degli esercenti attività d’impresa. A questo, poi, si aggiungono gli aiuti per la sanificazione degli ambienti. Il Cura Italia, inoltre, riconosce anche crediti d’imposta fino al 50% delle spese di sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro per esercenti di attività d’impresa, arte o professione.

Queste, in linea di massima, le novità più interessanti del nuovo decreto. Altri aiuti potrebbero arrivare nelle prossime settimane, specie se l’emergenza sanitaria dovesse protrarsi ulteriormente. Per maggiori informazioni, comunque, è possibile fare riferimento al testo del decreto Cura Italia, pubblicato in Gazzetta ufficiale.

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