Guida all’autofattura: come e quando è necessario farla

Che cos’è l’autofattura? Chi deve emettere le autofatture elettroniche? In quali casi è necessario emetterla? Poiché molti non conoscono ancora questo istituto, derivante dalla normativa sull’imposta sul valore aggiunto, abbiamo realizzato una guida completa sull’autofattura. Iniziamo col capire che cos’è l’autofattura.

Che cos’è un’autofattura: la guida completa

Spesso, fra professionisti del settore si può udire il termine autofattura. Ma che cosa sta a indicare questa parola? Quando parliamo di autofattura ci riferiamo, come il termine lascia intuire, a un documento fiscalmente rilevante che un’impresa o un libero professionista produce verso se stesso. La peculiarità di questa tipologia di fattura risiede nel fatto che quando si emette, l’obbligo di applicazione dell’IVA e dell’emissione di fattura è a carico del destinatario, invece che del soggetto prestatore come avviene solitamente.

Quando è necessario emettere l’autofattura

I casi in cui è prevista l’emissione dell’autofattura sono numerosi. Vediamo quali sono le principali tipologie di autofatturazioni:

  • cessioni gratuite a titoli di omaggio: questa tipologia di autofattura avviene quando è necessario registrare un servizio/prodotto offerto gratuitamente a un cliente;
  • autoconsumo: in questo caso, l’autofatturazione sta a indicare i beni dell’impresa che vengono destinati a un uso diverso da quello dell’attività; per esempio quando si ha necessità di un prodotto per uso personale;
  • denuncia: è il caso in cui viene indicato un mancato ricevimento della fattura o della regolarizzazione di una fattura errata entro quattro mesi dalla data di effettuazione; in questa situazione il cessionario (beneficiario di una cessione) deve regolarizzare la fattura producendo un’autofattura entro i 30 giorni successivi;
  • acquisti da soggetti residenti in paesi extra-UE: qualora un soggetto passivo di IVA residente in Italia acquisti beni o servizi da parte di aziende che sono residenti in Paesi Extra-UE o che, comunque, non hanno nessuna rappresentanza legale in Italia, si rende necessaria l’emissione di un’autofattura, il tutto a eccezione del caso in cui l’IVA possa essere desunta dalla bolletta doganale che accompagna le merci.

Come emettere un’autofattura senza errori

Le autofatture, per quanto caratterizzate da specifiche peculiarità, restano pur sempre delle fatture. Per questo motivo le regole e gli elementi previsti per l’emissione dell’autofatturazione sono fondamentalmente gli stessi della comune fattura. Bisognerà prima di tutto inserire il numero del documento in modo progressivo rispetto alla precedente fattura emessa. Quindi menzionare le prestazioni o i prodotti in relazione ai quali viene emesso il documento, il tutto con relativa quantità e aliquota IVA. Trattandosi per l’autofattura, come per le altre tipologie di fatture, di un documento rilevante ai fini IVA, essa dovrà essere predisposta in formato elettronico XML e inviata al Sistema d’Interscambio (SDI).

Ultima cosa, ma di importanza fondamentale: nel documento deve essere inserita la dicitura autofattura e la fattura deve essere caratterizzata da un codice tipo documento specifico e deve essere annotata su appositi registri sezionali diversi rispetto a quelli che contengono le fatture di vendita.

Come fare le autofatture elettroniche

Per rendere il processo di fatturazione elettronica semplice, veloce e accessibile a tutti, l’Agenzia delle Entrate ha predisposto una serie di servizi gratuiti atti a generare, trasmettere, consultare e conservare le fatture elettroniche.

L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione tre modalità per predisporre le fatture/ autofatture elettroniche:

  • una procedura web, utilizzabile accedendo al portale “Fatture e Corrispettivi” del sito internet dell’Agenzia delle Entrate. Essa oltre a consentire la predisposizione della fattura garantisce in automatico la trasmissione della stessa al SDI.
  • un software per PC, che anche in assenza di connessione internet, permette la predisposizione e il salvataggio della fattura sul proprio pc. L’operatore potrà successivamente collegarsi alla rete, aprire il portale “Fatture e Corrispettivi” e utilizzare la funzione di sola “Trasmissione” della fattura elettronica presente nella specifica sezione “Fatturazione elettronica”. In alternativa a tutto ciò è possibile trasmettere la fattura in allegato via PEC all’indirizzo sdi01@pec.fatturapa.it.
  • un’App denominata “Fatturae” disponibile negli store IOS o Android, essa consente sia di predisporre che di trasmettere al SDI la fattura elettronica. Una volta scaricata l’App sul proprio dispositivo, è possibile accedere con le stesse credenziali con cui si accede al portale “Fatture e Corrispettivi” e successivamente operare sempre con le medesime credenziali e per la stessa partita Iva.

In alternativa alla via preferenziale data dall’Agenzia delle Entrate è possibile utilizzare software privati individuabili su internet. A questo punto è importante fornire anche le varie diciture necessarie alla corretta compilazione dell’autofattura distinguendo le varie casistiche. Nel caso di autofatturazione elettronica per regolarizzare l’omessa o errata fatturazione il documento dovrà riportare:

  • nel campo “Tipo Documento” va inserito il codice “TD20”;
  • nella sezione “Dati del cedente/prestatore” vanno inseriti i dati relativi al fornitore che avrebbe dovuto emettere la fattura;
  • nella sezione “Dati del cessionario/committente” vanno inseriti i dati relativi al soggetto che emette e trasmette via SDI il documento;
  • nella sezione “Soggetto Emittente” va utilizzato il codice “CC” (cessionario/committente).

Nei casi di emissione di autofattura per omaggi, o autoconsumo:

  • nel campo “Tipo Documento” va inserito il codice “TD1”;
  • nella sezione “Dati del cedente/prestatore” e nella sezione “Dati del cessionario/committente” vanno inseriti i dati del cedente/prestatore.

In questi casi la fattura, e quindi la relativa imposta, va annotata solo nel registro IVA vendite. In caso di autofatturazione per acquisti da soggetti non residenti o stabiliti nel territorio Italiano (ad esempio per acquisti di servizi extra UE), i dati da inserire sono:

  • nella sezione “Dati del cedente/prestatore” va riportato l’identificativo Paese estero e l’identificativo del soggetto non residente/stabilito;
  • nella sezione “Dati del cessionario/committente” vanno inseriti i dati relativi al soggetto italiano che emette e trasmette via SDI il documento;
  • nella sezione “Soggetto Emittente” va utilizzato il codice “CC” (cessionario/committente).

Paura di sbagliare l’autofattura? Leggendo altre guide ti è sempre mancata la voglia di capire come farla? Da oggi non più! Con le nostre indicazioni vi sembrerà facile come bere un bicchier d’acqua!

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