Aprire un negozio: burocrazia e gestione di un’attività

Quando si parla di aprire un negozio, molti articoli sparsi in rete fanno riferimento alla crisi e all’aumento degli imprenditori che, in virtù di questa, tentano la fortuna nel mondo del commercio. In realtà, aprire un’attività richiede una grande passione, che non può essere giustificata solamente dalla mancanza di lavoro. Questo approccio, per la verità, è favorito anche dalla semplificazione burocratica che, negli ultimi anni, si è avuta nel settore. Tolti coloro i quali sono stati dichiarati falliti e chi ha ricevuto una pena minima di tre anni, per un reato non colposo, tutto il resto può aprire un negozio. Il problema, poi, diventa la gestione dell’attività. Ecco allora una guida su come aprire un negozio e come gestirlo successivamente.

Come aprire un negozio

Come aprire un negozio: la burocrazia

Con la riforma del commercio del 1998, l’Italia ha sostanzialmente liberalizzato il commercio. Dal 2006, chiunque voglia aprire un negozio di superficie inferiore ai 250 metri quadrati (in comuni con più di 10 mila abitanti, 150 metri quadrati al di sotto), può farlo senza necessità di autorizzazioni.

Come aprire un negozio, dunque? Dal punto di vista burocratico, dopo la liberalizzazione della cosiddetta Legge Bersani, l’unico adempimento in linea teorica è la comunicazione di inizio attività (anche detta Scia). Si tratta, in buona sostanza, di una autocertificazione attraverso la quale si comunica, all’ufficio Suap del Comune dove risiede l’attività, l’inizio della vendita. Ovviamente, ciò non vale per le rivendite di tabacchi, che richiedono un’apposita licenza del Monopolio, e per i locali che somministrano cibo e bevande, che richiedono invece l’abilitazione ottenibile con la partecipazione a un apposito corso. Oltre alla Scia, poi, è necessaria l’autorizzazione sanitaria, che è rilasciata dall’Asl.

Oltre a ciò, poi, occorre anche aprire una Partita Iva o, se lo si ritiene opportuno, costituire una società. Analogamente, poi, occorre aprire delle posizioni previdenziali con l’Inps e assicurative con l’Inail. Infine, è necessaria l’iscrizione al registro delle imprese.

Come aprire un negozio: l’idea imprenditoriale

Aprire un negozio, tuttavia, non è solamente una questione burocratica. In realtà, prima di arrivare a questo punto, sarebbe opportuno aver già condotto alcune valutazioni strategiche. Serve, in altre parole, l’idea imprenditoriale in grado di fare la differenza rispetto ai competitor. Vogliamo entrare nel mondo del food, oppure vogliamo aprire un negozio di abbigliamento?

Trovata questa, proprio i competitor possono essere un punto di partenza. Scelto il settore merceologico nel quale si vuole lanciare la propria attività, è fondamentale studiare la concorrenza. In questo modo, non solo capiremo quali possono essere le idee vincenti, ma potremo anche capire la distribuzione geografica di attività simili alla nostra. Questo è importante, perché all’indomani della liberalizzazione delle licenze commerciali, non esistono più limiti di distanza. Ciò significa che, senza questa valutazione, potremmo aprire anche in prossimità di un negozio simile al nostro, senza saperlo. In questo studio preliminare, poi, occorre tener presente anche il tessuto sociale, cioè chi vive in quella zona.

In secondo luogo, occorre redigere un piano economico, che tenga presenti tutte le spese. In questo elenco, occorre includere le spese burocratiche; i costi fissi (fitto locali, bollette dell’energia elettrica, acqua, ecc.); eventuali lavori di adeguamento dei locali; gli arredi e le forniture per iniziare l’attività; eventuali operazioni di marketing; tutto ciò che riteniamo più opportuno per l’avvio dell’attività. Ottenuto un quadro completo della situazione, è necessario tirare le somme e porsi una domanda: dove prendere i soldi? Se avete la fortuna di avere un capitale da investire, questo problema non sussiste. Al contrario, se non siete in possesso di questi soldi bisogna trovare strade alternative. Un prestito d’onore, per esempio, o altre soluzioni simili. Preparato questo piano, poi, è opportuno fissare anche un obiettivo: entro quando pensiamo di rientrare dall’investimento iniziale, per cominciare a guadagnare?

Come gestire un negozio

Quando il negozio è pronto in tutto e per tutto all’inaugurazione, un quesito potrebbe sorgervi spontaneo: come gestire un negozio? In realtà, a questo punto, è già un po’ troppo tardi. Per questo vi diamo alcuni consigli nell’articolo su come aprire un negozio, così da aprirvi la mente.

Anzitutto è una questione di mentalità. Come abbiamo detto inizialmente, il commercio non può e non dovrebbe essere un ripiego alla mancanza di lavoro. Si tratta di una scelta di vita dettata da una passione: verso il mestiere, verso un certo prodotto o quel che sia. Solo in questo modo potrete avere un approccio positivo con la clientela. Questa, talvolta, può essere sfiancante. Solamente con una vera passione potrete resistere alle loro pressioni.

Passione, ma non solo. Per riuscire a portare avanti un esercizio commerciale è necessaria anche la giusta organizzazione. Il commercio non si può improvvisare. Occorre tener sott’occhio tanti aspetti: dai prodotti che vendono maggiormente, ai residui di magazzino; dalla politica dei prezzi, a quella degli sconti; e così via. In questo ambito, un supporto indispensabile può essere fornito da un gestionale per negozio, che vi semplificherà queste e altre operazioni, lasciandovi maggior tempo per altre incombenze.

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Tagged: commercio, vetrine